Marchètting soup

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Marketing & Communication Manager da licenziare

Marco Camisani Calzolari racconta l’infausto tentativo di parlare di comunicazione e nuove opportunità digitali con la Marketing & Communication Manager di una nota azienda che produce birra.

Illuminante questo passaggio:

Accantono TuoVideo e il videosharing in genere, parlo per altri cinque minuti di Nuovo Web, di nuove nicche, di coda lunga, etc…

Alla fine mi risponde così: “Mi scusi ma io mi occupo di comunicazione e marketing, non mi intendo molto di queste cose. Dovrebbe parlare con la web agency che ci ha fatto il sito”.

Non volermene, ma senza una riga che mi dica chi sei, dove ci siamo visti, come mi conosci/ci conosciamo, difficilmente approverò una richiesta di amicizia su Facebook e altrove. Sono snob? Pandemia, “Amici di un senatore su Facebook”
Bravi davvero questi Cluster che ho scoperto ieri per la prima volta grazie a X-Factor…
i venditori di advertising online hanno tutti la cravatta 120x600 da un twitter di Gianluca di oggi
Via Manteblog, bellissimo questo Twittearth
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Via Accountentando ecco il moltiplicatore di identità fantastiche. Stufi della solita vita/professione? Reinventatela!
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1. Non potete sapere tutto di internet, anche se ne conoscete molto bene una parte. Scegliere bene è importante, e qui ci vuole una buona esperienza di business.

2. Entrate nelle nicchie di mercato: oggi è possibile farlo, perché il fattore geografico non rappresenta più un problema. Mia moglie ha un blog di successo sui conigli.

3. Le affissioni sono l’unico media che non abbiamo ancora imparato a bloccare. Per il momento.

4. Le reti sociali sono sviluppate e piene di influenzatori organizzati.

5. Il customer service è il punto debole di un’azienda.

6. Perché preoccuparsi con una home page?

7. Meno del 10% della gente crede a quello che legge sui media tradizionali.

8. Quando un’azienda fa un errore nel servizio ai clienti tutto quello che la gente vuol sentire è: “Scusate, questo non è indicativo di come funziona la nostra azienda”.

9. Il 2011 è l’anno in cui si prevede che gli investimenti pubblicitari su internet supereranno quelli su tutti gli altri media.

10. Siate aperti, onesti e trasparenti.

11. Scrivete di quello che vi appassiona, e non della vostra attività e dei vostri obiettivi, che non interessano alla gente.

12. Nei media tradizionali la produzione è il fine, nei media sociali la produzione è l’inizio.

13. Ci sono tre chiavi per una rete sociale:
* Profilo - aggiunge personalità
* Amici - l’accesso alle mie informazioni è la moneta di scambio della nostra relazione
* Gruppi - aggiunge il senso di appartenenza attraverso un interesse comune che non è più definito dalla geografia

14. C’è l’illusione che qualsiasi argomento esista già su internet.

15. Le reti sociali non sono una fuga dai pedofili ma dagli uomini di marketing.

16. Lavorate all’indietro: la prima cosa che dovete individuare sono gli obiettivi, e poi gli strumenti che vi permettono di raggiungerli.

17. Forse non sono stato chiaro: siate aperti, onesti e trasparenti.

17 regole sui social media per le aziende, dal blog di Italo Vignoli
Un capolavoro di “public speaking”, motivazione, managerialità…
il successo si costruisce giorno dopo giorno, in una relazione di lungo periodo Luca Conti in Pandemia, parlando delle pubbliche relazioni sul web